Il risveglio
Nascere, vivere, morire; magari sotterrato dai tuoi figli.
Normalità per qualsiasi uomo degno di questo nome: troppo per chi, come me, è costretto a questa vita da rinnegato su quest'isola, in questa landa dimenticata da Dio.
Non sono mai stato un sentimentale, ma a volte mi chiedo dove riesca a trovare la forza per continuare a trascinarmi in questo tempo, quando ormai il mio mondo, la mia famiglia e tutto quello che amavo non sono che un ricordo, o cenere nel vento radioattivo, che come un vecchio rasoio arrugginito non smette mai un attimo di raschiarmi la pelle .. e i ricordi.
Del resto precipitare qui, e uscire ancora vivo dal mio guscio di salvataggio ancora fumante, non è stata una mia scelta.
Scegliere di fuggire il dolore, di farmi ibernare, di farmi lanciare nello spazio per raggiungere stelle lontane, lontane dalla guerra, quella si che è stata una scelta... qualcuno direbbe da vigliacco, io direi da disperato.
Ma adesso sono qui, 35 anni dopo, abbandonato in questa pietraia oscura, dove il massimo che ti puoi aspettare da uno sconosciuto è un morso sul collo e un fiasco di sangue in meno.
E comunque non mi posso lamentare; a parte lo sfregio che mi deturpa metà volto, ricordo di quel maledetto scudo termico mal-funzionante, sbarco il lunario aiutando la gente che ora abita quest'isola a sabotare sistemi, interferire con le reti del nemico e, perché no, a strappare un ghigno di soddisfazione alla mia faccia corrosa... strappando i denti a qualche vampiro.
Eppure dicono che io sia bravo a fare il mio lavoro: il mio pensiero da Mentat corre veloce quando si tratta di spaccare codici di difesa, spezzare firewall e violare database, ma io non sono di questo tempo, viaggiatore della rete che leggi la mia storia.
E poi, permettimi di parlarti di Mia. Fu lei a tirarmi fuori da quella carcassa di lamiere contorte e a curarmi, per cui, demone che ti lecchi le ferite in silenzio, rivolgi a lei i tuoi ringraziamenti per le mie pallottole! E' una buona combattente, lotta senza sosta per la libertà di questa terra, ma a volte devo tralasciare i miei doveri per coprirle le spalle durante le battaglie più sanguinose.
Ma non sono di questo tempo.
A volte non riesco nemmeno a capire le parole dei miei compagni e loro ridono dei miei modi un pò... antichi.
Spero solo che prima o poi un raggio di sole trovi la forza di aprire uno squarcio in questo velo maleodorante di tenebre che avvolge tutto e che io possa trovare un po' di pace, meritata o no: tanto arriverà comunque un giorno o l'altro, magari stanotte... "eterna", con la faccia pallida e dai canini appuntiti.
Amen...o meglio...Freedom.