Post Utopia

Scontro di culture [GDR/RPG]

Qatesh Denja
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Fazione
Goth
Classe
vampira

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Qatesh Denja

La morte del Gdr

Mi guardo attorno, oggi, 18 di febbraio , voci, chiacchere, urli.... non cambia molto da gli altri giorni, in questa terra... Post Utopia. Oltre l'Utopia....
Eppure qualcosa di diverso c'è, forte, pulsante, mi rimbomba nella testa incessantemente da ore, non è la follia che coglie di tanto in tanto qualche abitante sotto l'influsso degli eccessi di radiazioni è più un senso di nausea misto a sconforto.
Stamattina ho provato a giocare di nuovo con qualcuno, e devo dire che non ho trovato gioco, m… Continua

Post aggiunto il 18 Febbraio 2009 alle 23:30 — 25 Commenti

Qatesh Denja

Brucia l'animo mio...

Mi domando come fare
a circuire il tuo corpo

Mi domando come fare
a svelare i tuoi segreti

Mi domando come fare
per sentirti finalmente Mio...

...brucia l'animo mio al sol pensiero...

Post aggiunto il 16 Febbraio 2009 alle 13:16 —

Qatesh Denja

Hallelujah



Ho sentito che c'era un accordo musicale segreto
che Davide suonò e che piacque al Signore
ma non ti importa molto della musica, vero?
beh, funziona così: il quarto, la quinta,
il minore abbassa, il maggiore alza
il re confuso compose l'Hallelujah

Hallelujah, hallelujah, hallelujah, hallelujah

beh la tua fede era forte,
ma avevi bisogno di una dimostrazione
l'hai vista fare il bagno sul tetto
la sua bellezza e la luce
della luna ti abbattevano
lei ti ha legato alla
sua sedia… Continua

Post aggiunto il 9 Febbraio 2009 alle 11:26 — 5 Commenti

Qatesh Denja

....Quel ch’era stato or più non v’è.

Innesca, vibra, infiamma,
incendia, cresce, tutto avvolge.
Brucia, distrugge,
nasconde ogni traccia,
in cenere riduce.
Quel ch’era stato
or più non v’è.
Ma immensa forza distruttrice,
creare spazio nuovo e costruire.
Lì, dove possibile non era,
Or nuova speme in cenere vi plasma.
Passato e quel ch’è stato ei s’alimenta,
ché fiamma nuova vita mai sia spenta.

Continua

Post aggiunto il 30 Gennaio 2009 alle 13:52 — 1 Commento

Qatesh Denja

Tutto... tutto quanto...

m'ingozzerei del nostro sangue mescolato.
standoti sopra.
Sovrastante deperibile demone di genuflessa pelle.
dentro
fuso
radicato
unito.
metà della passione che proviamo è follia nichilista mista a gioia.

m'impasterei ogni centimetro di pelle con l'essenza della tua
sospeso nel vuoto tramite un telefono.
Ossigeno.Ozono.Carbonio.Etere.Mescolati a noi due. Ovunque.
sistema binario
perversa monogamia
richiedente un giocattolo.
un pò per uno e nient'altro per alcuno.
tutto questo non era scritto ne… Continua

Post aggiunto il 28 Gennaio 2009 alle 15:33 — 2 Commenti

"...Cavalchiamo, Immortali Signori
di antiche nebbie e di oscure e scarlatte profezie,
Attraverso i Mondi e le Ere,
attraverso i sogni e gli incubi dei mortali.
Siamo la Stirpe Oscura, siamo i Figli del Primigenio,
siamo i Custodi delle Porta della Notte,
siamo i Neri araldi delle Ombre,
siamo i Guardiani del trono della Dea Luna,
siamo i Figli di Caino.
Come Lui dissetiamo le nostre labbra dal Calice Scarlatto,
oscuro Graal dei Figli della Notte Eterna.
Come Lui nutriamo le nostre anime immortali con l'essenza degli umani.
Siamo temuti, adorati, invidiati, odiati, cacciati...
Guerrieri, Necromanti, Oscuri Angeli, demoni...
Siamo Coloro che gli umani temono... o desiderano, in fondo ai loro cuori tremebondi.
Siamo la Stirpe di Caino..."
Siamo Vampiri.

Bianco ricordo di pietre mosaiche.
Neri bastioni a difesa
Di una fede ormai stanca,
Sono cullati al tramonto
Dalla voce solitaria
Di un volino sul Karluv Most.
Dormi Praga, avvolta
In un verde sudario d'assenzio..
...Cercavo un violino
che mi conducesse
in sinfonie mai sentite,
dolci, a volte acute,
sublimi, lontane note,
neanche sperate,
sognate, forse sì,
sognate...
cercavo solo sinfonie mai sentite... ecco perché sono quella che sono,

Questa la filastrocca che ho udito quella notte, la notte, della mia nascita me l’ha cantata Lui, il Mio maestro mentre la vita prima m’abbandonava e poi ritornava più forte di prima...I Miei ricordi arrivano fino a quella sera..dopo di che solo frammenti...mi ricordo il suo vestito porpora...a quanto mi sentivo bella e desiderata mentre Lui mi guardava...Mio Padre mi ha venduta a colui che è divenuto il mio Maestro, colui che mi ha dato una nuova non vita per poi abbandonarmi al mio destino. Quella sera, sì, me la ricordo perfettamente.

Il lungo il viale, gli alberi stranamente spogli curvati debolmente sui grandi finestroni dell'edificio abbandonato, il sole che nel tramonto rifletteva i suoi colori porpora sui vetri. Ogni dettaglio impresso nella mente indelebile.
La carrozza trainata da due cavalli dal manto scuro ferma davanti al cancello di ferro battuto. Tutto perfettamente custodito nei miei ricordi

Il cocchiere zelante che mi porgeva la mano per aiutarmi a scendere e non volgendomi mai lo sguardo mi parlò con voce pacata.“Prego, mia Signora",..,. il Signore l'aspetta". Stretta fra le mie mani una piccola pergamena sul quale erano impresse poche parole.
...Vi aspetto nella mia Magione, non vedo l'ora di poter suonare con voi...
poi Solo una firma....La Sua.

Il rumore dei miei passi sul pavimento di marmo risuonano ancora nelle mie orecchie, e se chiudo gli occhi la mia mente ritorna a quegli istanti…

Una ventata di aria calda mi colpì il volto,magnifico tepore che riscaldava gli zigomi definiti e gelati dalla sera autunnale di Praga.
La stanza era avvolta dalla luce tenue e morbida del camino e di alcune candele disposte strategicamente a creare un’atmosfera ovattata, l'ampia stanza aveva soffitti molto alti con delle volte completamente affrescate,i dipinti ritraevano gironi infernali, scene di fornicazione e tortura...sento ancora il brivido che corse lungo la mia schiena

"Vi stavo aspettando... Anne..."
una voce calda e piena giunse alle mie orecchie da una ampia poltrona nei pressi del marmoreo camino, un uomo elegante con lunghi capelli corvini sciolti sulle spalle, l'ampia camicia purpurea era contenuta da un gilè nero che cadeva perfettamente sui pantaloni dello stesso colore.
Il viso nascosto dalla penombra era di tanto in tanto rischiarato dal gioco delle fiammelle che si specchiavano sui suoi occhi azzurri.

Ricordo le mie parole ogni singola sillaba.. “sono onorata del vostro invito, sono giorni che aspetto questo momento, so che sarete un ottimo maestro, non vedo l'ora di poter apprendere ogni vostro insegnamento.." Ero ansiosa, fui interrotta solamente dal rumore della porta che s'apriva e dal pesante rumore dei bauli che cadevano a terra...

“Signore, ho portato i bagagli della della signorina Mutter” era la voce roca del cocchiere che m'aveva portata fin lì, senza aspettare le parole del padrone sistemò i bauli in un angolo della stanza e scomparve dalla stessa porta dalla quale era entrato poco prima...

“vi prego di scusare l'inserviente, non ha modi adatti ad una signora come voi...ma prego accomodatevi nella poltrona accanto alla mia per le lezioni di violino ci saranno tempi migliori...”
La sua voce è stata la mia condanna e forse anche lo sherry dentro la coppa preziosamente decorata che le sue mani mi porsero.

“sono curioso di sentirvi suonare”
mi disse senza mai distogliere lo sguardo dai miei occhi presi la mia custodia rigida di pelle dalla quale estrassi un meraviglioso violino nero e il suo archetto.

“che ne dite di provare qualcosa di nuovo? “
Mi parlò con aria di sfida porgendomi uno spartito sul quale erano incise in inchiostro rosso parole delle quali ignoravo il significato, una sensazione di rapimento nacque nel fondo del mio stomaco sembrava che quelle note già risuonassero dentro di me...un attimo di incertezza e la sua mano sul mio sul fianco...

“Respira e lascia che sia il tuo animo a guidarti”
Anne...forza...avanti Anne...c'è il cambio di tempo ora...trasforma l'andante in un allegro assai, sto aspettando quella stilettata di violino...avanti anne...lasciati trasportare dalla musica...vivila, lascia che ti contorca lo stomaco, non pensare alla difficoltà dei passaggi, sei bravissima, lasciati andare...sentiti nuda con le note che ti sfiorano il corpo, tira fuori tutta quell'energia...stai suonando Tartini, chiudi gli occhi Anne Sophie Mutter...lascia che le note ti entrino dentro...senti il piacere mentre suoni? la virtù del diavolo è nei suoi lombi, e tu stai eseguendo il suo trillo...senti il tuo respiro che accelera, senti i tuoi seni che si affacciano al cielo per poi tornare sui loro passi.. FORZA anne cambia il tempo e sfoga tutto, butta fuori tutto...è il "trillo del diavolo" non la carezza di un'angelo AVANTI ANNE DAI TUTTA TE STESSA ALLE NOTE...suona Anne suona...lasciati andare, lasciati andare.”


Mi disse con il crescendo dell’enfasi...
La sonata batteva forte contro i muri della stanza, prendeva il cuore e schiaffeggiava l'anima...

“brava Anne così, delicata, il diavolo ti sorride...Anne, magnifico questo passaggio sincopato...stai facendo l'amore con il tuo violino...continua, non ti fermare...Anne stai rapendo anche me...le tue note sono così dolci...il tuo violino così convincente...mi stai incantando... “

Mai avevo suonato in quel modo i capelli si erano sciolti sulle spalle per la concitazione, ricaduti sulle spalle lasciate nude dal corpetto...lui nel guardami si lasciò ricadere sulla poltrona...
Aveva trovato la sua allieva prediletta...


Quella notte non attese oltre mi fece Sua come solo il Vampiro sa fare, e poi ricordo la solitudine del suo abbandono, e il mio peregrinare in cerca di lui…per anni sono stata Raminga, Anima solitaria, Vagabonda come fu prima di me L’oscuro Progenitore.. in cerca di lui….finchè la mia strada s’incrociò nuovamente con quel nome che per anni avevo interrogato, Vampiri di Nod, la sua casata, mi accolse come una Figlia, come Guerriera, come Principessa.

Ero solo nelle Tenebre
E divenni affamato,
Ero solo nelle Tenebre
E divenni infreddolito,
Ero solo nelle Tenebre
E piansi.
Ed ecco giungere a me
Una dolce voce,
Come miele.
Parole di conforto.
Parole di dolcezza.
Una donna, oscura ed amabile,
Con occhi che penetravano le Tenebre
Venne a me.
“Conosco la tua storia, Caino di Nod”,
Disse sorridendo.
“Hai fame. Vieni ! Ho cibo.
Hai freddo. Vieni ! Ho abiti.
Sei triste. Vieni ! Ho conforto.”
“Chi conforterebbe un Maledetto come me?
Chi mi vestirebbe ?
Chi mi nutrirebbe ?”
….
Mi accolse, mi nutrì, mi vestì.
Tra le sue braccia, trovai conforto.
Piansi finché sangue
Non scese dai miei occhi
E lei lo tolse con un bacio.

Così familiari ora mi sembrano le parole del Libro di Nod. Così vicine a quello che è stata la mia Storia. Molti secoli sono Passati e nonostante non abbia ancora ritrovato il mio Maestro, so che i nostri Destini non sono stati mai così vicini, esisto nella mia Non Morte avvolgendo in torbide spire le menti di dolci Prede, succosi agnelli immolati al piacere della mia Gola e dei miei Fratelli, servo con Fedeltà la mia Regina, e con essa tutto il nostro Clan.

Spazio commenti (6 commenti)

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Alle 18:44 del 26 Febbraio 2009, Krug Heron ha detto...
Grazie mille per l'accoglienza...
Alle 15:32 del 1 Febbraio 2009, Marco ha detto...
cruor vita est.. Grazie sorella.. spero di onorarvi ... a dopo....
Alle 16:41 del 19 Settembre 2008, Ghepa Mayo ha detto...
Sorella che piacere ritrovarvi...
Alle 14:43 del 14 Settembre 2008, Martha Nieuport ha detto...
Bentrovata, compagna di fazione :)
Alle 20:54 del 13 Settembre 2008, Neve Laville ha detto...
Benvenuta Principessa :) Sentivo la vostra mancanza...
Alle 15:31 del 13 Settembre 2008, Roock Stoop ha detto...
...ben arrivata sorella :)
 
 

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