Sogno... Utopia...
Tra la neve le mie origini, congelato tra le montagne l'ultimo desiderio di mio padre...
A volte il destino scrive istanti che non osavamo raccontare , impressi in quella sabbia che chiamano "paura"... Riuscì a far si che quel dolore non rimarginato, si tramutasse sotto le mani di mia Madre in piacere... Sentivo la vita che sospesa ad un alito scivolava lentamente in quello che gli antichi definivano "logos"... Consapevole che quelle ferite non si sarebbero richiuse mai... Che avrebbero continuato a Sanguinare a sporcare con lacrime di sangue ogni angolo della mia pelle e di chi si sarebbe avvicinato... Cercai la cura nelle tenebre , nella pazzia che tutto rende chiaro... Lucidità di un pensiero non esposto ai limiti di un'etica troppo vincolante... E quella natura ormai passata nelle spire dei secoli, tornava, riproponendosi con echi sospirati... Cosa è concesso a noi vampiri?... l'amore.. l'odio.. parole svuotate che sorvolano i miei cieli... Mi chiedo allora, sarò io quella sabbia? sarò io colui che ordinerà ai suoi fratelli di annientare coloro che io stesso definivo "Amici"? La mia storia cambiò con quel vento che trascinava il mio cavalcare stanco, come una foglia autunnale che si allontana dal proprio albero... E quel infinito vagare approdando per lidi sperduti, senza senso... recava ai miei sensi una tranquillità confusa, scappavo da me stesso, correndo, instancabile... senza nulla con me... perchè la terra era il mio sollievo ed il buio la mia luce... ma la mia casa, marchiata con il fuoco dell'immortalità ed il sangue dei mie fratelli rimaneva il mio rifugio... lontano dal mondo, dallo stesso tempo che tramutava i miei istanti in secolari utopie... La mia casa , Siena, ogni viaggio iniziava e veniva concluso in quei boschi, tra quella gente che racchiudeva in se l'odio incontrollato per la mia razza... Avevo portato con me il dolore "umano" oltre la morte come la conoscenza del tormento ancor prima della vita...
Le mie spade bramanti di sangue, maledette dalla mia famiglia, aleggiavano sopra le teste dei nemici onorando coloro che mi avevano dato la vita mortale eterna... e come unica fiaccola... il buio dell'indifferenza...
Coloro che incrociarono lo sguardo al mio, coloro che vennero attraversati dal mio urlo silenzioso conobbero il volto del Tutto e del Nulla...
Io vivrò senza destino nelle ere rinchiuso nelle vostre ombre e soffocherò con il mio tormento le vostre anime... eccomi, adesso sono pronto... Marco Rejkus... cercatemi... sono il brivido ansioso delle vostre insicurezze...