Soggettiva
Metallo e cuore. Più metallo.
Deneb parla poco. Solo per lanciare frecce mirate.
Il freddo le è caro dalla nascita. La seconda, nei laboratori Rezar.
Della prima non può avere ricordi, se non il racconto di una madre perduta. Dolore e corpi vulnerabili. Destinati ad essere perduti.
Rezar: prototipi semiumani, impianti artificiali.
Il corpo vulnerabile si lascia innestare vita artificiale prima di finire anch’esso perduto. Una scelta fredda, raziocinio e calcolo. Metallo.
Una via di mezzo tra l’organico e l’inorganico.
Un ponte tra vita e non vita.
Decide di percorrerlo e di apprenderne tutti i segreti: ne fa la propria scienza e professione.
Cuore e metallo. Più cuore.
La cyborg vaga in cerca del suo posto. Fedele solo all’istinto, si accampa in mezzo a compagini avversarie in lotta.
Non nutre curiosità alcuna per le sorti della terra di contesa, ma si relaziona con ciascuno dei combattenti. Ne ascolta le storie e dispensa rimedi. Raccoglie il compenso e tiene per se’ i pensieri.
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