Approfitto di avvenimenti recenti per chiarire alcune regole e norme di comportamento implicite nel DNA di Post Utopia.
Il permanent kill non è ammesso. E’ vietato ruolare la morte di un altro PG.
Mi riferisco alla descrizione di azioni come “Tizio affoga Caio in mare”, “Tizio pianta un paletto nel cuore del vampiro”, “Caio sbullona il cyborg e ne disperde i pezzi nella discarica”, e simili. Il permanet kill è un abuso e una violenza intollerabile su un altro char, che in teoria decreterebbe la fine del suo gioco e del suo personaggio. E’ un comportamento contrario allo spirito del gioco, solitamente sostenuto da chi è interessato solo al proprio sadico divertimento e all’affermazione del proprio ego. O, semplicemente, ha un concetto diverso di GdR… che comunque non è quello di Post Utopia (e dunque fa bene ad adeguarsi, e pure in fretta). Il gioco di ruolo è gioco di interpretazione e narrazione, di costruzione di una storia collettiva e partecipata e deve essere “divertente”, o meglio, stimolante, per tutti, nel senso che tutti devono avere la possibilità di fare la propria giocata. E’ vero che, attraverso il combat system, si “uccide” e si “muore”. Ma non è una morte in senso proprio (ovviamente), è semplicemente un modo per stabilire chi perde e chi vince un confronto. Al contrario, i nostri PG sarebbero tutti dei morti viventi.
Per evitare incomprensioni, alcuni giocatori usano riportare nel proprio profilo degli “RP limits”, ovvero quello che non sono disposti ad accettare succeda al proprio PG. I più comuni sono “no rape, no sex, no mutilations, no permanet kill”. E’ legittimo. Abbiamo una sensibilità diversa e una diversa maturità di gioco. C’è chi, su cose come una violenza sessuale, non è disposto a “giocare”, chi non saprebbe come affrontare una situazione di gioco che preveda delle mutilazioni permanenti, e così via. Chi usa perpetrare azioni violente, è pregato di prendere visione degli eventuali limiti RP riportati nel profilo dell’altro giocatore. La “vittima”, dal canto suo, è tenuta a farli presente se vede che l’altro insiste. E al di là dei limiti RP, dovete *sempre* tenere presente che dietro i nostri avatar ci sono persone con la propria emotività e sensibilità: attenzione dunque ai segnali di disagio. Se il gioco diventa per voi troppo pesante, fatelo presente in IM o in OOC, per concordare una via d’uscita coerente con lo svolgersi dei fatti.
Ultima notazione sul cosiddetto “godmoding”, tipico dei
power player. Evitate di compiere azioni auto-concluse. Piuttosto che tagliare di netto un orecchio (se proprio dovete), scrivete piuttosto “Tizio punta lo stiletto contro Caio con aria minacciosa, accostandolo al suo orecchio”, in modo che l’altro possa replicare.
Ripeto: *
date agli altri la possibilità di fare la propria giocata*
P.S.: a scanso di equivoci, preciso che ho chiesto conferma a Juni sulla posizione di Post Utopia riguardo al permanent kill.